Zanzibar – sulla rotta delle spezie

Da qui grandi esploratori come Burton, Speke, Livingstone, Stanley partirono alla ricerca delle mitiche sorgenti del Nilo, aprendo una nuova pagina nella storia del continente africano. Quest’isola di spezie esotiche e avorio diventò depositaria di storie fantastiche, come le gesta di Sindbad, il marinaio di Baghdad de “Le mille e una notte”. Unguja è Zanzibar, l’isola principale dell’arcipelago dell’oceano indiano che racchiude anche Mafia e Pemba, al largo della Tanzania a cui è annesso dal 1964.

Il capoluogo Stone Town ci ricorda il tempo in cui l’isola era il principale porto dell’Africa Orientale, e uno dei più importanti dell’Oceano Indiano. Nel diciottesimo secolo, all’apice del potere omanita, fu la capitale di un regno fondato sul commercio, la navigazione mercantile, la tolleranza verso popoli e religioni. Qualità che ne fecero anche il maggior centro della cultura swahili, sintesi di elementi arabi, indiani e bantu, in seguito diffusa in molte aree dell’est Africa.

La città vecchia è pervasa da profumi di spezie originati per lo più dal grande mercato Darajani.  I magnifici portoni intarsiati, le facciate dei palazzi dei sultani che ornano le strade, i volti e gli abiti  documentano la varietà di popoli, razze e culture presenti sull’isola. Ma i quartieri di Stone Town sono tutti sorprendenti: a Mbutuni si lavorano curiosi manufatti in lamiera riciclata, a Uatoto c’è la stupefacente ruota panoramica in ferro del 1976,  e poi Zanzigrad, incredibile quartiere razional-tropicale donato dalla DDR dopo la rivoluzione del ’64. Da vedere il tempio indiano e il  palazzo delle meraviglie, Beit el-Ajaib, costruito nel 1883 dal sultano Bargash, così come l’Old Dispensary e l’Old Fort dove  in febbraio si tiene un famosissimo festival musicale, il  Sauti Za Busara.

Zanzibar è soprattutto mare, natura, relax. Le spiagge più belle sono a nord, come Nungwi, con piccoli complessi di bungalow e grandi resort, famosa per la costruzione dei dhow, le tradizionali imbarcazioni arabe. Moltissimi i locali sulla spiaggia con musica dal vivo e numerosi  i centri per sport d’acqua. Da non perdere lo snorkeling  a Mbemba Island, il bagno con i delfini a Kizimkaszi e una visita alla Jozani Forest, fra  le mangrovie, per salutare il Colobo rosso, la simpatica scimmietta endemica. Un tramonto da lucciconi lo regala la baia  Michawni, acque smeraldine che si tingono di rosso mentre il sole bacia il continente africano perduto nell’ovest.

Per info e suggerimenti di viaggio: info@paralelosul.com

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